La
Fie ra Pessima
di Manduria, secolare appuntamento nell'occasione della Festa patronale di S Gregorio Magno.
All'inizio non in stretto legame ai festeggiamenti del santo patrono, ma
come magnanimò concessione della regina di Napoli Giovanna IL Che, nel
XV secolo, permise all'allora Casalnuovo di Terra
d'Otranto, di tenere ricca fiera di derrate e merci agricole per la d urata di molti giorni ad
ogni mese di marzo.
La "Pessima"
crebbe subito in rinomanza presso le città vicine da cui si riversavano
a visitarla e far compere moltissimi visitatori, e per protesta di altri
paesi che più o meno negli stessi giorni tenevano mercato con poco
profitto a causa della Fiera di Casalnuovo; la regina di Napoli dovette
chiedere ai manduriani di accorcia me almeno la durata.
E così divenne
definitivo l'appuntamento dall'8 al 12 marzo. La "Pessima" ha un nome
La Fiera Pessima di Manduria,
secolare appuntamento nell'occasione della Festa patrona
le di S. Gregorio Magno. Pur all'inizio non in stretto legame ai festeggiamenti
del santo patrono, ma come magnanima concessione della regina di Napoli
Giovanna IL Che, nel XV secolo, permise all'allora Casalnuovo di Terra
d'Otranto, di tenere ricca fiera di derrate e merci agricole per la durata
di mo La "Pessima" crebbe subito in rinomanza presso le città vicine da cui si riversavano a visitarla e far compere moltissimi visitatori, e per protesta di altri paesi che più o meno negli stessi giorni tenevano mercato con poco profitto a causa della Fiera di Casalnuovo la regina di Napoli dovette chiedere ai manduriani di accorciarne almeno la durata. E così divenne definitivo
l'appuntamento dall'8 al 12 marzo. La "Pessima" ha un nome
strano, un "pessimo" slogan. Non legato alla rassegna espositiva
in quanto tale, ma si rifer Ed é in questi giorni di
sole, col profumo del mandorlo in fiore, che tutti continuano a dare il
loro maggior consenso alla fiera manduriana. Pur se nessuno neppure si
ritrae
E molto migliorata la "Pessima" nelle recenti edizioni, diventando talmente interessante da raddoppiare sia l'estensione espositiva (più di 4000 metri quadri nel 1998) che numero di visitatori. Di particolare interesse "Sposinfiera" la rassegna espositiva di servizi per il matrimonio giunta alla sua terza edizione. |
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M olti studiosi, in seguito a numerose ricerche storiche, hanno fissato le origini della fiera tra la fine del XIV secolo e l'inizio del XV. L'assegnazione alla cittadina messapica (che allora si chiamava con il nome di Casalnuovo) di una fiera fu accordata dalla regina Giovanna II D'Angiò. La sovrana, con un regio decreto che stabiliva lo svolgimento di una fiera dal 1° al 15 di marzo di ogni anno, nonché di un mercato da tenersi tutte le domeniche, intese gratificare le popolazioni e i notabili del luogo per la dedizione e la fedeltà palesate in occasione di un precedente evento bellico. L'appuntamento fieristico ebbe uno sviluppo tale da divenire punto di riferimento, imprescindibile, per espositori e acquirenti, tanto da oscurare le contemporanee manifestazioni che si tenevano a Ostuni e a Lecce. Proprio a causa delle rimostranze di questi Comuni, il re di Napoli provvide a ridurre la durata della fiera, stabilendone la chiusura per il 12 marzo.Successivamente, attorno al 1830, fu posticipata la data d'inizio al 9 marzo, così come attestato da un rarissimo manifesto a stampa dell'epoca, custodito presso la biblioteca comunale "Marco Gatti", col quale l'allora sindaco Ciro Camerario annunciava la riduzione del periodo espositivo. La denominazione di Fiera Pessima risale agli albori del XIX secolo, così come attestato dai documenti ufficiali depositati presso l'archivio comunale. Si è cercato, da parte degli studiosi delle tradizioni locali, di dare una motivazione a tale denominazione. Varie le ipotesi avanzate. La più verosimile appare quella legata alle condizioni meteorologiche, non di rado inclementi nel periodo di svolgimento della manifestazione. Meno attendibile quella riferita all'esiguo volume d'affari. |